La nuova geografia del lavoro e dello sviluppo

Daniele Scalea, sull’Huffington Post, pubblica un’interessante recensione alla edizione italiana del nuovo libro dell’economista di Berkeley, Enrico Moretti, La nuova geografia del lavoro, edito nel 2013 da Mondadori.

L’opera del professor Moretti è particolarmente acuta perché smonta molti stereotipi sullo sviluppo e sulle condizioni.

Secondo Moretti – scrive Scalea – “i servizi locali (ricezione, intrattenimento, distribuzione, libere professioni, settore pubblico) sono un effetto della crescita e non la sua causa. Essi prosperano laddove c’è la ricchezza creata dal settore innovativo, ma non la creano essi stessi”

Ma che fare nelle aree che non sono hub dell’alta tecnologia? Moretti non ha dubbi. “La ricetta per cercare di sollevare le aree depresse passa per l’intervento pubblico. E non tanto sotto forma di offerte ai privati per portare in un determinato luogo un nuovo stabilimento: queste ultime, a suo avviso, rischiano di essere eccessive al punto da essere controproducenti, e inoltre se la concorrenza è tra regioni allora a livello nazionale si traduce in una perdita secca. Molto meglio invece concentrarsi in programmi di investimento, sovvenzioni e agevolazioni a favore degli abitanti locali per indurre nuovi investimenti.” C’è veramente di che riflettere…

Per leggere l’articolo originale cliccare qui.

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